Rapolla

L'etimologia è da ricercarsi nell'appellativo “rappa”, termine a cui gli studiosi attribuiscono diversi significati. Per alcuni indicherebbe il termine con cui la popolazione si riferiva al vigneto, elemento cardine dell'economia locale; per altri, il significato del termine sarebbe da ricondurre a “ravanello”, dal latino rapula, o, piuttosto, alla forma italiana per cui indicherebbe la ciocca o la cima del finocchio e di altre piante.

Secondo la leggenda la fondazione risale all'epoca delle guerre Puniche, nei pressi della quercia “Cerz d'Annibal ” (nome estesosi, in seguito, a tutta la collina) sotto la quale, nel 210 a. C., Annibale e le sue truppe trovarono ristoro prima della battaglia contro il console Romano Marcello. L'origine attestata risale al 984, anno in cui il monaco siciliano Vitale da Castronuovo, personaggio di spicco della comunità monastica di rito greco, diede inizio ai lavori di costruzione di un monastero. L'avverso e mortifero destino di Rapolla, che conosce ben quattro distruzioni tra il 1137 e il 1381, un saccheggio ad opera delle truppe di Lautrec nel 1528 e numerosi terremoti che si susseguono nel tempo, si interruppe a partire dal 1532 quando il feudo fu affidato a Diego Orlando di Medonza. In seguito, la sorte del feudo conobbe ulteriore miglioramento in qualità di possedimento dei Caracciolo di Torella dal 1635 al 1806, anno dell'eversione della feudalità.

Per le loro caratteristiche e gli interessanti elementi architettonici, sono da visitare la Chiesa di Santa Lucia, di epoca normanna, a doppio schema di croce greca con due crociere sovrastate da cupole ellittiche e sormontate da un tetto triangolare a piramide, e la cattedrale di Santa Maria Assunta, con pianta a croce latina, in cui è conservata la preziosa ed espressiva scultura lignea del Cristo, risalente al XIII secolo.